15.04.2020

Dsa (disturbi specifici dell'apprendimento) : come funziona la diagnosi?

“Sono sempre stata convinta che il primo atto terapeutico sia la diagnosi… solo quando capiamo perché un bambino si comporta in un certo modo possiamo adottare interventi mirati per aiutarlo” D. Arcangeli

Un accurato iter di approfondimento diagnostico per i DSA, ossia una valutazione qualitativa e quantitativa sistematica e realizzata mediante strumenti diagnostici standardizzati somministrati da professionisti del settore, è indispensabile per riconoscere la presenza di un DSA (Disturbo Specifico dell'Apprendimento).

L’obiettivo di un processo diagnostico, tuttavia, non è solo quello di giungere a una eventuale certificazione, ma soprattutto quello di comprendere meglio il funzionamento cognitivo del soggetto esaminato, individuarne i punti di forza e aiutarlo, così, ad acquisire metodologie e strumenti funzionali ed efficaci per apprendere in modo personalizzato e individualizzato.

Non è possibile redigere una diagnosi di DSA (Disturbi Specifici dell’Apprendimento) prima della fine della seconda classe primaria (per le abilità linguistiche) e della fine della terza classe primaria (per le abilità di calcolo).

L’iter diagnostico, attuato da un’équipe multidisciplinare, consta delle seguenti tappe:

  • Colloquio iniziale con i genitori, durante il quale, con lo psicologo referente del caso, verrà effettuata la raccolta dei dati anamnestici (saranno ripercorse le tappe dello sviluppo linguistico, motorio, affettivo- relazionale etc.), verranno indagate le difficoltà di apprendimento presenti e pregresse e saranno visionati i quaderni per avere un quadro generale del percorso scolastico.
  • Valutazione neuro-cognitiva a cura dello psicologo specializzato in neuropsicologia dell’apprendimento. Questo step si articola in più sessioni, durante le quali verrà somministrata la WISC IV (Wechsler Intelligence Scale for Children, allo scopo di valutare il funzionamento intellettivo generale del bambino. Sarà, inoltre, possibile esaminare le componenti neuropsicologiche relate agli apprendimenti (memoria, attenzione, integrazione visuo-motoria etc.) mediante l’applicazione di batterie testistiche standardizzate (BVN, BIA, VMI, test di Corsi etc.).
  • Valutazione degli apprendimenti a cura del Logopedista. Le sedute, tramite la somministrazione di protocolli specifici (Prove MT, DDE-2, AC-MT etc.), saranno volte a valutare le abilità strumentali scolastiche (lettura, scrittura e calcolo). Sarà possibile effettuare approfondimenti relativi a difficoltà di comprensione e produzione del linguaggio.
  • Visita neuropsichiatrica infantile per escludere la presenza di patologie sensoriali, neurologiche e di gravi psicopatologie. È a discrezione della famiglia decidere se effettuare la suddetta visita privatamente oppure se attendere la chiamata da parte dell’ASL di competenza territoriale.
  • Incontro finale di restituzione, in cui verrà comunicato alla famiglia l’esito della valutazione con l’ipotesi diagnostica a essa correlata e sarà rilasciata un’esaustiva relazione in merito. Durante il colloquio conclusivo saranno mostrate le prove effettuate dal bambino e verrà fornita un’accurata interpretazione dei dati rinvenuti.

A seconda di quanto emerso dalla valutazione, sarà proposto e concordato con i genitori un piano d’azione che preveda un percorso a carattere didattico- educativo, abilitativo o psicopedagogico. Le relazione diagnostica, stilata dagli esperti, potrà essere presentata alla scuola affinché gli insegnanti, sulla base delle indicazioni ivi riportate, redigano il Piano Didattico Personalizzato (PDP), documento contenente le misure educative e didattiche utili a supportare l’apprendimento dell’alunno tenendo in considerazione le sue peculiari caratteristiche.

Una volta in possesso della relazione diagnostica, inoltre, la famiglia potrà recarsi alla propria ASL di riferimento per il rilascio della certificazione secondo quanto previsto dalla legge 170/2010.

Durante tutto il percorso diagnostico, presso il Centro Movimenti, particolare attenzione sarà dedicata agli aspetti emotivo- relazionali correlati alla somministrazione dei protocolli valutativi. Il processo valutativo, infatti, avviene all’interno di una cornice interpersonale che svolge un ruolo fondamentale nel creare un clima emotivo accogliente in grado di mettere il bambino nelle condizioni di esprimere al meglio le proprie capacità e, dunque, di pervenire a un esito che rifletta il più possibile le sue effettive risorse.

Ricordiamo che figure non sanitarie, quali pedagogisti, tutor degli apprendimenti, counselor, etc., non possono fare diagnosi cliniche e, pertanto, nemmeno certificazioni. La diagnosi clinica in Italia è permessa solo agli psicologi (L.56/89) e ai medici (CNOP, 2016).

Per aver maggiori infomazioni sul nostro percorso dedicato ai disturbi specifici dell'apprendimento clicca qui https://www.movimentitorino.it/i-nostri-servizi/dsa-torino.